
QUADRO GEOGRAFICO
Se gli insediamenti rurali determinano la storia di Cerreto, il suo scenario naturale ne fa da indispensabile cornice. E', infatti, impossibile parlare di Cerreto senza perdersi nel verde che lo circonda e lo caratterizza.
Abbiamo parlato della sua posizione strategica tra le due valli del Nera e del Vigi, abbiamo nominato la situazione centrale rispetto a delle alture disposte ad anfiteatro intorno al colle di S. Sebastiano dove è collocato questo piccolo paese della Valnerina. Vediamo ora di immergerci nel verde di questo territorio.
Monte Galloro (1209m)
I versanti di questo blocco di scaglia rossa, estesi e ripidissimi, sono coperti intensamente da una vegetazione forestale rigogliosa e compatta fin sulla vetta.
Il suo manto boschivo risulta chiuso, denso, rigoglioso e basso, a causa delle intense e scolari ceduazioni per la pratica del carbone, gli usi civici ed il pascolo del bestiame.Questi boschi sono quindi un ottimo rifugio per gli animali selvatici.
Monte Motillo (708m)
Situato sulla destra del Nera, è un rilievo scosceso che incombe sul fiume formando le gole che precedono Ponte caratterizzata da conformazioni calcaree a strati. Composta in parte da scaglia rossa ed in parte da scaglia cinerea, presenta differenze notevoli anche rispetto alla vegetazione a seconda della composizione del suolo.
Tutte le sue pendici risultano completamente occupata da un intenso manto boschivo.
Monte Lo Stiglio (864 m) o Lo Sciglio o Rustilio
Il suo toponimo deriva dalla forma dialettale romana exilium che significa separare, infatti il rilievo separa le valli del Corno e del Nera.
Il paesaggio naturale è costituito da piante di roverella con un bosco di alto fusto e vegetazione mediterraneo - montana lungo i versanti del rilievo. Un toponimo "Campo dei lupi", segnalava l'antico luogo di rifugio e riproduzione del predatore appenninico. Oggi è un oasi protetta ove si è proceduto a ripopolamento dei caprioli.
Lungo le pendici del monte si sviluppa l'antico collegamento che da Ponte conduceva a Nortosce e anche oggi di buona viabilità; lungo questa strada sorgeva un insediamento con la chiesa di San Paolo, antico edificio romanico oggi distrutto, della quale rimangono resti di mura perimetrali e dell'abside del XII secolo.
Monte Maggiore (1428m)
Itinerario naturalistico di pregevole bellezza è quello che conduce alle pendici di Monte Maggiore da dove è possibile intraprendere vari altri itinerari di trekking e/o a cavallo. La fauna è costituita da querceti di roverella, con cerro e carpino nero, importanti sia dal punto di vista idrogeologico che da quello paesaggistico. Ci sono poi alberi di alto fusto nelle vallette e nei pascoli e piante di zafferano selvatico.
I vari toponimi come ad esempio "casa del Vergaro", e "Le Saliere" testimoniano l'uso agro-pastorale del territorio, infatti le saliere sono costituite da 20/30 grosse pietre raggruppate, sulla superficie delle quali i pastori disponevano il sale per il gregge come integratore dell'alimentazione, poiché scarso era il suo contenuto nelle erbe.
Nei pressi di Macchia, insediamento agricolo alle falde del monte, lungo la parete rocciosa di Monte Maggiore, a destra del fosso della valle Mela, vi è la "Grotta del Mezzofrate", segnata sulle carte come "grotta del Frate" ad indicare antichi insediamenti eremitici che si sono verificati nella zona.
Monte di Fergino
Il paese di Cerreto di Spoleto è dominato a nord dal monte di Fergino, un vasto complesso montano che separa i territori di Cerreto, Sellano e Preci.
La strada che conduce verso questo luogo è stata interessata da un‘urbanizzazione favorita dall'Amministrazione Comunale, che ha voluto ampliare il tessuto edilizio soprattutto a scopo turistico. Gli antichi spazi coltivati sono stati pian piano riguadagnati dal bosco anche grazie ai numerosi interventi di rimboscamento con conifere e solo saltuariamente, lungo tutto il suo tratto, si trovano degli appezzamenti dove è praticata l'agricoltura. Sulla sommità delle montagne si erge un santuario mariano, meta di pellegrinaggi di diverse comunità durante la stagione estiva, si tratta di uno dei santuari di confine di cui è ricco questo territorio.
Balza Tagliata
E' oggi raggiungibile solo a piedi percorrendo la vecchia strada che da Triponzo conduceva a Norcia. Lungo la valle del Corno il fiume ha scavato del calcare mesozoico generando rupi altissime e gole suggestive, sul versante destro si erge un sistema di pareti e canaloni che creano un baratro di circa 730 metri.
Una di queste balze è stata tagliata in epoca pre-romana dall'uomo per ricavare un passaggio a strapiombo sul fiume Corno, unica strada di collegamento di fondovalle.
Valle del Tessino
E' la stretta valle incassata che si estende in direzione est-ovest dalla forca di Usigni a Borgo Cerreto. E' una vallata boscosa con predominanza di piante di cerro, associato al carpino bianco e nero e alla roverella, solo saltuariamente si trovano piante ad alto fusto. Solo nell'ultimo tratto della valle alcuni terreni sono stati messi a coltura realizzando fertili appezzamenti agrari che hanno consentito la vita di generazioni di abitanti. In località Borgo Cerreto, sulle rive del Tessino, si trova un impianto per l'allevamento a scopo di ripopolamento della trota fario, a cura della Provincia di Perugia gestito da LegambienteUmbria. Tutte le attività svolte duranti le fasi dell'allevamento, dalla fecondazione fino al termine del ciclo, possono essere osservate. Nella giusta stagione di pesca, poi, gli esemplari adulti vengono immessi ne luoghi di ripopolamento segnalati dall'Amministrazione Provinciale. L'impianto è anche dotato di un laboratorio didattico denominato "Aula verde Valnerina".
Valle del Vigi
Si tratta della valle che da Sellano, in direzione nord-sud, arriva sino a Borgo Cerreto.
La portata delle acque risulta oggi molto diminuita a causa delle numerose captazioni fatte sin dalla sorgente, ma consente comunque l'approvvigionamento idrico del piccolo invaso sotto Sellano, realizzato per scopi elettrici.
L'ultimo tratto della valle risulta intensamente coltivato, così come i suoi versanti più dolci, principalmente nel territorio denominato "Contado" per la presenza di numerosi insediamenti abitativi. Le acque del Vigi ospitano esemplari di trota fario, per questo sono sorti diversi allevamenti lungo il suo corso.
Valle del Nera
Il territorio di Cerreto di Spoleto è percorso dal fiume Nera, che provenendo dalle Marche, va a congiungersi col Tevere nei pressi di Orte. Il tratto di valle che si trova lungo il fiume è alquanto diversificato, infatti si alternano alcuni punti stretti a forma di gola ad altri dove si trovano ampi spazi coltivati. Nei pressi di Triponzo sgorgano delle acque sulfuree conosciute ed utilizzate sin dall'antichità. Le acque del fiume, lungo questo tratto di corso, sono poi interessate da alcune captazioni a scopo idroelettrico. Dopo Borgo Cerreto il tratto di fiume che arriva sino a Piedipaterno è riservato per la pesca "no killer" e quindi utilizzato dagli amanti della pesca praticata con il sistema "a mosca" con asmi senza ardiglioni. L'area interessata è gestita dalla Legambiente dell'Umbria per conto della Provincia di Perugia.
Lungo il tratto del Nera che affianca la statale 209, che da Triponzo passa per Borgo Cerreto e prosegue poi tra le pendici del Monte Galloro verso Vallo di Nera. Sulla riva sinistra si possono vedere i resti di caselli abbandonati,
gallerie, tratti di percorsi della vecchia ferrovia che da Spoleto conduceva a Norcia. Questa era una delle poche ferrovie montane caratterizzate da scartamento ridotto e binari più stretti, essa, infatti, s'inerpicava per le salite, percorrendo i 50 km che separavano Spoleto da Norcia.